Fabrizio Quattrocchi

Chi era Fabrizio Quattrocchi ?

Fabrizio Quattrocchi aveva 36 anni. Originario di Catania ma da anni viveva a Genova con tutta la famiglia e la fidanzata. Quattrocchi da due anni lavorava per la Ibsa, agenzia di "investigazioni, bonifica, servizi di sicurezza e allarmi". Ha un passato nell'esercito, dove aveva servito in fanteria.
Fabrizio era in Iraq da novembre, ma lo aveva tenuto nascosto alla madre per non farla preoccupare ma anche perchè il suo lavoro esigeva segretezza.
L'ultima telefonata il giorno di pasqua per dire che tutto andava bene.
(by radioexplora.it)

L'EROE


Ti diamo il sangue ti diamo l'oro tu bevi e prendi noi non vogliamo indietreggiar!

In ginocchio su un terreno sabbioso, con i polsi legati e bendato da una kefia bianca e nera che gli avvolge tutta la testa, Fabrizio Quattrocchi indossa i jeans e la maglietta marrone a maniche corte che portava al momento del suo rapimento in Irak, il 10 aprile del 2004.
Quattro giorni dopo, la famosa frase «Vi faccio vedere come muore un italiano» è il suo saluto al mondo, un gesto valoroso, patriottico e di sfida di fronte alla barbara esecuzione dei boia islamici.
Poche ore prima Quattrocchi era stato separato dagli altri addetti della sicurezza, Maurizio Agliana, Umberto Cupertino e Salvatore Stefio, presi in ostaggio dai terroristi. Il Tg1 delle 17 del 10/01/2005 ha trasmesso per primo le ultime immagini di Quattrocchi, che erano state inviate dai rapitori ad Al Jazeera e mai mandate in onda. Il filmato è stato acquisito dalla procura di Roma, che ha permesso solo la divulgazione delle drammatiche sequenze fino a un attimo prima dell'esecuzione.
L'ostaggio viene fatto inginocchiare nella buca che gli farà da fossa.
Non mostra paura, e a un certo punto tira su i polsi legati da una cordicella. I terroristi sono sull'orlo della fossa: si vedono le ombre di tre uomini, uno dei quali riprende la scena con una piccola telecamera. Prima di morire si sentono alcune parole pronunciate da Quattrocchi e tradotte in arabo da una voce fuori campo, con accento maghrebino. «Posso levarla?», dice l'italiano riferendosi alla kefia. «No», gli risponde la voce del «traduttore».
Allora l'ostaggio capisce che non c'è più nulla da fare ed esclama:
«Vi faccio vedere come muore un italiano». La solita voce fuori campo ripete in arabo: «Sta dicendo che ti fa vedere», rivolta evidentemente al capo del commando, ma non finisce la frase che Quattrocchi ripete: «Posso?». Sullo schermo a destra spunta una pistola puntata sull'ostaggio. La sequenza si interrompe, ma subito dopo Quattrocchi viene raggiunto da due proiettili in faccia, sparati a distanza ravvicinata. Il corpo si affloscia e una voce in sottofondo dice: «Adesso non filmare le persone».
Poi Quattrocchi viene trascinato un metro più in là, e il video mostra l'immagine in primo piano del viso insanguinato. «Riprendetelo ancora una volta», dice un rapitore. «È nemico di Dio, nemico di Allah», concludono in coro i terroristi.
I quattro italiani Irak furono sequestrati dalle Brigate verdi di Maometto, un gruppo sconosciuto prima. A sinistra li bollarono come «mercenari», che erano andati a cercarsela, ma il padre di Stefio, ex carabiniere, scese in strada con la bandiera tricolore chiedendo al governo di intervenire.
(by ilgiornale.it)

L'ultimo saluto

Lo spirito Nobile di quest'uomo che ha sacrificato la sua vita contro i novus barbarus, sarà di insegnamento per le presenti e prossime generazioni, riconoscendogli di diritto il posto nella storia.
Sono rari gli uomini che nascono con questo encomio e di loro sarà l'immortalità.


Le più sentite condoglianze vadano alla Famiglia e ai Parenti di questo straordinario ITALICO UOMO.